Olivicoltura

La potatura estiva

Osservare con attenzione la crescita di una pianta è un’azione fondamentale per capire la sua fisiologia e la strategia di sviluppo che l’evoluzione le ha permesso di elaborare

La potatura invernale è un intervento ineludibile, attraverso il quale si struttura la pianta, mentre la potatura estiva è un’operazione necessaria per ottenere determinati risultati estetici, fisiologici e di produzione.

Le attività di potatura estiva si praticano tra la fine di giugno e la metà di settembre.

La potatura estiva, chiamata anche verde, si discosta da quella autunnale o primaverile risultando, di fatto, un intervento di sfoltimento: la regola base consiste nel tagliare solo quando vi sia reale necessità. Se la potatura è troppo massiccia la pianta potrebbe perdere le sostanze nutritive e la fruttificazione potrebbe risultarne compromessa.

Il termine stesso indica che è un tipo di potatura che viene realizzato quando la pianta è in fase vegetativa: è complementare con la potatura “vera” (invernale) alla quale si provvede a fine inverno / inizio primavera. Ha come obiettivo l’eliminazione dell’eccedenza di rami che l’ulivo ha prodotto da aprile a luglio.

È un’operazione che dovrebbe essere rapida in quanto è finalizzata solo ad eliminare piccoli succhioni o polloni che possono sottrarre linfa ai rami con le olive.

I polloni e i succhioni si tolgono partendo dalla base del tronco (ceppo) e lungo i rami, infatti una volta eliminati la pianta dirotterà più “energie” nel portare a compimento la fruttificazione. In stagioni torride come quelle di queste annate la potatura verde è un aiuto importante per il nostro uliveto in quanto limita l’evapotraspirazione ed il dispendio di acqua.

Può servire pure a eliminare qualche ramo danneggiato o spezzato da eventi atmosferici o colpito da qualche malattia. Di solito si lavora su piccoli rami e mai su branche principali o parti della pianta di grandi dimensioni.

Il passaggio veloce, da un albero all’altro può servire all’olivicoltore per verificare la salute generale, lo stato di avanzamento della fruttificazione e l’eventuale presenza di carie del tronco.

L’obbiettivo è quello di far entrare luce e sole in tutte le parti della pianta e insieme far arrivare maggiore linfa ai frutti (tutta quella che sarebbe andata in polloni e” rami a legno”, e per questo motivo che questi crescono così veloci e rigogliosi).

Aiuteremo così lo sviluppo e la maturazione delle olive e permetteremo il miglioramento della funzione clorofilliana.

Come si esegue la potatura verde o estiva?

  • Il periodo migliore per eseguire questa operazione va da luglio a settembre.
  • Polloni: vanno eliminati SEMPRE e TUTTI, anche nel caso eventuale di polloni di 2 o più anni.
  • Succhioni di un anno: idealmente l’intervento dovrebbe riguardare la selezione dei succhioni sviluppati nell’anno, eliminando i più vigorosi (a meno che uno di questi non serva per formare o sostituire un vecchio ramo) e tendenzialmente lasciando quelli più laterali.
  • Succhioni di due o più anni: evidenziano piante chiaramente trascurate, questi succhioni molto vigorosi e fitti vanno opportunamente eliminarli il più possibile durante la potatura verde, naturalmente se non portano olive, se invece si presentano carichi andranno eliminati con la potatura invernale.

Effetti sulla pianta

  • Dal momento che si sta dedicando tempo alla potatura verde, è assolutamente da evitare l’eliminazione delle branche (più o meno grosse) che non hanno olive e che saranno comunque da potare in primavera.
  • Questo tipo di potatura ha anche lo scopo di deprimere il vigore vegetativo di alcune parti della pianta a favore di altre.
  • Dopo la stasi vegetativa estiva la ripresa della crescita sarà concentrata solo sulla vegetazione rimanente.
  • Ricordiamo che un minore dispendio energetico favorisce una migliore induzione a fiore per l’annata successiva.
  • Maggiore risparmio linfatico ed energetico della pianta nei periodi di maggiore siccità e stress evapotraspirativo.
  • Migliore utilizzo delle risorse energetiche nella fase di accumulo dell’olio nelle drupe.
  • Maggiore soleggiamento della chioma in tutte le sue parti e ciò determina minori zone in cui si instaura microclima che favorisce lo sviluppo delle patologie funginee.
  • Avere una chioma più aperta e ben disposta favorisce una maggiore penetrazione di eventuali trattamenti preventivi e curativi.

 

Natascia Riggi – agricoltura.fvg@gmail.com

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