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L’analisi sensoriale e la curiosità di imparare

Voglio impararne di più
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“Il lessico. Le parole dell’olio sono determinanti per il successo commerciale di un prodotto, ma occorre prestare la massima attenzione agli abusi di chi enfatizza attributi non presenti nell’olio. Per una valutazione oggettiva e condivisa, sono necessari descrittori scelti correttamente. Un corretto lessico, valido universalmente, è perciò importante.”

Scrive Luigi Caricato su Olioofficina. Concordiamo pienamente con lui nell’accogliere l’analisi sensoriale come l’unico mezzo per la valutazione qualitativa di un olio. Questo vale per l’olio, per il vino, per il cibo, laddove rappresenta alimento confezionato e preparato per la vendita al dettaglio. Inutile sottolineare che senza uno strumento scientifico non si po’ essere in grado di valutare qualcosa che normalmente è sensibile alle mode, alle emozioni del momento, al proprio gusto e alla propria formazione culturale.

“Gli assaggiatori possono parlare o scrivere pubblicamente, in materia di oli, se davvero qualificati. Nessuno ha il diritto di sentenziare sul lavoro altrui, solo perché ha frequentato un corso. Da qui dunque l’approccio etico di chi assaggia. Occorre prestare la massima attenzione, e anche l’assaggiatore amatoriale deve essere prudente nell’esprimere le proprie valutazioni.”

All’approccio scientifico va dunque aggiunto un atteggiamento coerente, etico, da valutatore che rispetta il lavoro del produttore, l’azienda, evitando di sentenziare inutilmente per creare o dei falsi miti o ancor peggio dei giudizi eccessivamente negativi, mossi dalla presunzione e dalla pretesa di conoscenza.

“Tutti possono assaggiare, poiché tutti di fatto assaggiano, ma non tutti hanno una idoneità psicologica, olfattivo-gustativa, tale da avere i requisiti per svolgere il ruolo di assaggiatore.”

E qui possiamo essere d’accordo sulla predisposizione ma ci teniamo a difendere il fatto che tutti noi possiamo pensare, imparare, avere l’umile curiosità di apprendere da chi sa, per poi scegliere allo scaffale il prodotto migliore per la nostra tavola, non escludendoci con la famosa frase “ma io non sono in esperto”. Noi tutti non lo eravamo, ma possono esserci diversi gradi di esperienza e dobbiamo sforzarci di dare più libertà al nostro lato curioso.

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