Donne

Donne, terra e olivi

Donne e agricoltura

Marzo, 8 marzo, giornata della donna! Ma come donne pensiamo che la donna si dovrebbe festeggiare tutti i giorni e preferiamo credere che questo sia il momento migliore da cogliere per sensibilizzare la società su problemi gravi, sempre più attuali e incombenti. L’Associazione Donne dell’OLIO è anche volontà di sostegno del ruolo femminile, in agricoltura, nella gestione quotidiana della vita e dell’azienda.

E allora ci piace citare e ricordare una donna della letteratura italiana, che per la propria storia e i propri scritti rimane impressa e indiscutibilmente legata anche al nostro mondo: coraggiosa, vitale ed estremamente fiera della propria terra, era Grazia Deledda. Grazia Deledda e il suo piccolo orto fiorito a Nuoro. Le protagoniste dei suoi racconti sono donne forti, che lottano nella difficile realtà di una Sardegna cruda e complicata. Donne che portano un messaggio, percorrono paesaggi scrutando con intelligenza la natura e le persone.

«In quei due metri di terreno, proprio miei, c’era un lembo di Eden, un giardino in miniatura, coi suoi rosai dalle rose di ogni colore, colle sue siepi di gelsomini, coi suoi giacinti e i gigli e i giaggioli e le viole e i garofani e persino la ginestra. Lo coltivavo con cura tanto che mio padre mi chiamava la giardiniera».

Come non ricordare Cenere e il delicato racconto di Olì:

“Olì andò oltre: oltre l’alveo del fiume, oltre il sentiero, oltre le macchie di olivastro: qua e là si curvava e legava con un nastro le cime di qualche cespuglio, poi si rizzava e scrutava la notte con lo sguardo acuto dei suoi occhi felini.”

L’olivo compare più volte, simbolico, figurativo, leggendario. Sappiamo che gli olivi della Sardegna sono talvolta vere e proprie cattedrali viventi, e si lasciano ammirare nella loro complessa ed imponente struttura. La loro età è leggendaria e se guardiamo le foto di alcuni imponenti tronchi, ricchi di nodi e spaccature, ci sembra di vedere le rughe sul viso di un saggia anziana. Ecco che l’olivo ci porta ancora una volta un messaggio, da conservare per questi giorni e per sempre: ammirazione, rispetto, pazienza, ma soprattutto senso della piccolezza della nostra esistenza.

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