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Gli studenti della scuola alberghiera a “Olio Capitale”

 

Quotidianamente, in modo abitudinario, cuochi, massaie, mense scolastiche e ospedali utilizzano grandi quantità di olio extravergine d’oliva per cucinare e per condire le pietanze. La maggior parte delle persone crede che sta utilizzando un condimento, ma nella realtà utilizza in modo scontato un vero e proprio alimento.

Spesso ci si pone delle domande: Ma il consumatore finale è cosciente? Sa cosa sta mangiando? O è solo abbagliato dai prezzi estremamente bassi delle offerte speciali che spesso nascondono inganni?

E come bisogna educare il consumatore? L’alimentazione potrebbe, ad esempio, esser introdotta come materia d’insegnamento nelle scuole visto che i ragazzi sono sempre più spronati ad utilizzare cibi pronti e ipercalorici.

Purtroppo, in campo alimentare, generalmente manca una corretta informazione scientifica; viceversa abbonda l’informazione pubblicitaria, che non è certo disinteressata, o quella giornalistica, del tutto episodica, legata a fatti clamorosi (per esempio nitriti negli spinaci o tossinfezioni alimentari di gruppi di persone). Ciascuno di noi dovrebbe maturare una “conoscenza alimentare” in senso igienico, in modo da evitare che gli alimenti vengano aggrediti da microrganismi responsabili della produzione di sostanze tossiche per l’organismo umano, ma anche in senso qualitativo e quantitativo.

 

A lezione diventa quasi scontata la solfa: “è ormai nota l’importanza del corretto uso di grassi mono e polinsaturi sulla nostra tavola…” I grassi infatti rivestono un ruolo fondamentale nella dieta. Essi svolgono nel nostro organismo molteplici funzioni: fonte di energia e deposito di riserve energetiche, elementi di struttura e di funzione cellulare, veicolo di importanti vitamine liposolubili che senza grassi il nostro organismo non potrebbe assorbire (vitamina A e D).

La scuola alberghiera IAL Trieste partecipa alla fiera dell’olio dalla prima edizione affiancando i ragazzi di sala e cucina a grandi Chef impegnati nella preparazione di pietanze tipiche che andranno abbinate ad olii presenti in fiera.

A lezione puoi raccontare ai ragazzi quanto faccia bene l’olio extravergine d’oliva, e quali siano le caratteristiche chimiche ed organolettiche di questo alimento, ma solo i ragazzi che provano l’esperienza diretta hanno colto l’essenza del settore e l’importanza che riveste questo alimento nella cultura e nella cucina mediterranee.

Vedere i ragazzi girare incuriositi per gli stand fieristici è stata una vera soddisfazione perché oltre a sensibilizzare il loro palato siamo riusciti ad educarli e a renderli più coscienti nel consumo e nella scelta delle materie prime… insomma abbiamo raggiunto un risultato non da poco.

Inoltre una percentuale di grasso assicura protezione ad organi vitali quali cuore, reni e fegato oltre a proteggere il nostro corpo fungendo da isolante termico. Dal punto di vista strettamente alimentare i grassi svolgono un ruolo importante nel controllo del senso di sazietà ma soprattutto modulando la secrezione di un particolare ormone che negli ultimi tempi ha assunto un ruolo sempre maggiore come uno dei principali responsabili dell’aumento di peso: l’insulina. In effetti un ottimale controllo insulinico rappresenta la migliore maniera, e sicuramente la più naturale, per raggiungere un peso ragionevole ottimizzando le prestazioni fisiche e mentali. Vari studi hanno messo in stretta correlazione l’utilizzo di grassi monoinsaturi (olio extravergine di oliva e derivati) con l’ottimizzazione della secrezione di particolari sostanze chiamate eicosanoidi che possono incidere sul nostro stato di salute e sulla regolazione del peso corporeo. Infatti l’utilizzo di grassi saturi porta alla produzione di eicosanoidi “cattivi” con peggioramento della pressione arteriosa, dei fenomeni di aggregazione piastrinica e di proliferazione cellulare con conseguenze molto dannose per il nostro benessere. Utilizzare quindi grassi “buoni” non solo porta ad un corretto calo ponderale ma soprattutto ottimizza molte risposte ormonali responsabili di uno stato di benessere fisico e mentale.

La scuola alberghiera forgia dei professionisti in grado di gestire la cucina di ristoranti o alberghi e chi decide di lavorare in questo settore come cuoco ha concrete prospettive di lavoro, anche perché è in crescita la tendenza degli italiani a consumare pasti fuori casa.
A conferma di ciò, i più recenti dati ISFOL (Istituto per lo Sviluppo della Formazione professionale dei Lavoratori) indicano la professione di cuoco come una tra le più richieste dal mercato del lavoro. Non è sufficiente cavarsela tra i fornelli e spignattare in famiglia e tra amici per essere in grado di ricoprire questa posizione in una cucina professionale.
Il cuoco, infatti, oltre ad occuparsi della preparazione e della cottura dei cibi, è responsabile della cucina in tutti i suoi aspetti: dall’elaborazione dei piatti al coordinamento del personale. Esperto nella realizzazione di ricette tradizionali, nazionali e internazionali, conosce a fondo le diverse tecniche di lavorazione degli alimenti e ha uno spiccato senso del gusto. Un cuoco deve essere in grado di preparare i cibi conoscendo le diverse tecniche di cottura, progettare i menù, dirigere e coordinare gli aiuto cuochi e il personale di sala, conoscere a fondo le materie prime e gli ingredienti, occuparsi degli acquisti e della dispensa, utilizzare tutti gli strumenti e i macchinari per cucinare e, non ultimo, deve avere creatività e fantasia.

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